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Cosa mi insegna la storia di Zanardi?

Posted by Leo on March 10, 2016 at 10:40 AM

Adesso dovrò inventarmi un’altra impresa

 

La perfetta sintesi della vita di Alex Zanardi è in questa frase da lui stesso pronunciata.

 

Tutti i commentatori concordano nel dire che Alex ha vissuto almeno tre vite: la prima come automobilista nelle categorie Cart, Formula3 e F1, giovane promessa dello sport; la seconda, dopo l’incidente, quando torna in pista e vince il Campionato Italiano di Turismo (due volte); la terza, dedicata a una nuova passione, la bicicletta, che l’ha portato alla vittoria alle Paralimpiadi di Londra di due giorni fa.

 

A noi piace pensare, però, che la vita di Alex sia una, perché segnata da una grande, incredibile forza di volontà. Sempre, in qualunque occasione: non si tratta di retorica, ma di risultati; concreti e tangibili.

 

Cominciamo il nostro viaggio in questa storia; non per sintetizzarne la vita, ma saltando da un punto all’altro. Senza direzioni prestabilite, senza punti di arrivo e partenza.

 

Partiamo dalla fine

 

Mi considero uno che ha avuto tanto nella vita e continuo ad aggiungere. Di questo non posso che ringraziare la Dea bendata

 

Commentare sarebbe superfluo. Facciamo solo un po’ di memoria.

 

È una storia nota. Il 15 settembre 2011, in Germania sul circuito dell’EuroSpeedway Lausitz, Alex Zanardi perde le gambe in un tragico incidente. Ne seguirà una riabilitazione che lui stesso racconta così:

 

«La mia gara ora è al centro protesi di Budrio, a far funzionare un paio di gambe in cui non scorre sangue, ma fanno un male boia, che sono fredde come il metallo, ma che fanno sudare come se la strada fosse sempre in salita, che mi permettono di avanzare, ma mi fanno cadere».

 

Seconda storia, un po’ meno nota: il 1991 – dopo un inizio di carriera folgorante in America in categorie come il Car, la F3000 e la F3 – è l’anno del grande ingresso nella F1.

 

È una carriera che poteva brillare più di quanto non abbia fatto: spesso la sfortuna, unita agli incontri con manager più attenti agli sponsor che al talento, ne limitano il successo. Al punto che nel 2000, Alex si dice “disgustato dalle corse” (la storia completa è sul suo sito ufficiale, a questo link).

 

È una promessa, in parte mancata; un mezzo fallimento.

 

Eppure Alex si considera “uno che ha avuto tanto nella vita”.

 

Ricordatelo, la prossima volta che sarete tentati di non essere grati di ciò che avete.

 

Pensare positivo

 

Ora se mi faccio male di nuovo mi basta una chiave a brugola per tornare a posto

 

Ecco il commento che il pilota affidò ai cronisti nel 2003, pochi mesi dopo il suo ritorno in pista.

 

Dopo l’incidente e una riabilitazione massacrante, Alex ritrova la forza non solo di tornare alla sua vita normale, ma di superare i suoi stessi limiti. Non si arrende e, da una tragedia, fa nascere una storia di incredibile successo: il Campionato Italiano Turismo, le vittorie europee, la visibilità in tv (è uno dei personaggi italiani più amati all’estero) e le Paralimpiadi.

 

Sorridere delle proprie disgrazie significa ridimensionarle, impedire che ti aggrediscano, che t’invadano, ti immobilizzino.

 

Ah, dimenticavo: una volta al Letterman Show (notissimo programma satirico USA), Alex si divertì a raccontare come sia comodo potersi “smontare” le gambe.

 

Ecco come si trasforma una disgrazia in una possibilità di riscatto.

 

Andare controcorrente

 

Ai giornalisti che l’assediavano dopo l’impresa di Londra, Alex ha risposto così:

 

A molti sembrava che intraprendere questa avventura alla mia età fosse una follia, ma questa non è l’unica follia fatta in vita mia

 

Zanardi ha 45 anni e ha cominciato ad allenarsi in bici appena due anni fa: al Giornale di RadioRai ha raccontato di quando, all’inizio degli allenamenti “mi divertivo su quella bicicletta strana dall’assetto diabolico”, che si ribaltava sistematicamente.

 

Un balzo in avanti notevole in appena due anni. Un successo in cui pochi credevano (almeno all’inizio): una follia appunto, un modo di pensare diverso, controcorrente.

 

“Stay foolish” (restate folli), diceva un altro che di successi se ne intendeva…

 

Mai fermarsi

 

Mai fermarsi dopo una grossa difficoltà? Ne abbiamo già parlato.

 

Ora vogliamo dirvi di come non bisogna mai fermarsi quando si ottiene un successo: sentirsi arrivati, per Alex Zanardi è quasi una bestemmia.

 

L’abbiamo ricordato in apertura. Dopo l’oro Parolimpico, Alex ha la forza di dire:

 

Adesso dovrò inventarmi un’altra impresa

 

Non sentitevi mai arrivati: i vostri giorni sono questi, non smettetela mai di cercare e raggiungere nuovi obiettivi.

 

Su questo non siamo d’accordo, Alex

 

Del suo successo nella vita, dice il “novello” ciclista, “non posso che ringraziare la Dea bendata”.

 

Non potremmo essere più in disaccordo.

 

Tante sono le cause del successo di Alex Zanardi, e difficilmente qualcuna di esse ha a che fare con la fortuna.

 

Consapevolezza dei propri mezzi (e dei propri limiti), forza di volontà, determinazione, curiosità e un sorriso interiore mai domato: ecco quali sono le sue “dee bendate”.

 

In queste poche esperienze, in queste frasi, è racchiusa la storia di un uomo che continua a correre, con il cuore, anche se non più con le gambe. Alex non potrà mai fermarsi, perché è quel cuore che continua a farlo muovere. Sempre e comunque.

 

E chissà dove continuerà a condurlo…

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